114. THE WAY WE WERE (Barbra Streisand)
Articolo pubblicato il 14 settembre 2026
Preparando questo post, mi sono reso conto che parlare oggi di Barbra Streisand
e magari ascoltarne un album è molto difficile,
tanto sono cambiati i gusti musicali rispetto agli anni settanta;
il suo stile sofisticato e la sua voce sono talmente fuori dal tempo
che è agli antipodi della proposta dell’industria musicale di oggi.
Eppure la nostra classifica di riferimento ci obbliga a parlarne, perché Barbra Streisand appare prima di sue colleghe del calibro di Whitney Houston, Aretha Franklin, Celine Dion e del fenomeno del momento Taylor Swift.
Wikipedia ce ne spiega il perché: “Barbra Streisand è una cantante, cantautrice, attrice, autrice e regista statunitense. Nel corso di una carriera che abbraccia più di sei decenni, ha raggiunto il successo in molteplici campi dello spettacolo e ha vinto tutti e quattro i principali premi delle arti performative: Emmy, Grammy, Oscar e Tony (EGOT). [...] Recitò nel film acclamato dalla critica Funny Girl (1968), vincendo l'Oscar come migliore attrice; vinse l'Oscar per la migliore canzone originale per aver scritto il tema d'amore di A Star Is Born (1976), la prima donna ad essere onorata come compositrice. Con l'uscita di Yentl (1983), Streisand divenne la prima donna a scrivere, produrre, dirigere e interpretare un film di una grande casa di produzione. Il film vinse un Oscar per la migliore colonna sonora originale e un Golden Globe per il miglior film musicale. Streisand ha anche ricevuto il Golden Globe per la miglior regia, diventando la prima (e per 37 anni, l'unica) donna a vincere tale premio. […] Con vendite superiori a 150 milioni di dischi in tutto il mondo, Streisand è una delle artiste discografiche più vendute di tutti i tempi. Secondo la Recording Industry Association of America (RIAA), è la terza artista femminile più certificata negli Stati Uniti, con 68,5 milioni di unità di album certificate. Billboard ha classificato Streisand come la più grande artista solista nella classifica Billboard 200, nonché la migliore artista femminile Adult Contemporary di tutti i tempi.”
Se ancora non è sufficiente e volete ricordare qualcuno dei suoi successi, ecco il link su Spotify all’album “The Ultimate Collection” del 2010: https://open.spotify.com/intl-it/album/0wvoX1LAJzlXkjsPvTCVnz?si=-xxpMBQfQqeQTtoJwkqsRg
È un buon punto di partenza per immergersi nel suo universo musicale.
Ed ora la storia di The Way We Were, che ho scelto tra i 37 album e le 15 colonne sonore incisi da Barbra Streisand; anche in questo caso, come già accaduto per altre canzoni, il brano è legato in modo indissolubile al cinema.
Se il film dovesse essere riproposto in televisione o su una piattaforma di streaming, vi invito a dedicargli un paio d’ore. Distribuito in Italia nel 1973 con il titolo “Come eravamo”, fu diretto da Sydney Pollack e interpretato dalla stessa Streisand insieme a Robert Redford. Il titolo originale era proprio The Way We Were e la canzone ne costituiva il tema principale. Alcune scene e la nostra canzone si possono vedere ed ascoltare a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=_K2_Kl36IEA
Senza svelare il finale, la trama può essere riassunta così: Barbra Streisand interpreta Katie Morosky, una ragazza ebrea progressista, iscritta alla Lega della Gioventù Comunista e impegnata politicamente. Robert Redford veste invece i panni di Hubbell Gardiner, un giovane affascinante, proveniente da una famiglia benestante e molto più conservatore. I due si incontrano negli anni Trenta, in un’America attraversata da grandi tensioni sociali e politiche. La loro relazione prosegue durante la Seconda guerra mondiale e arriva agli anni del maccartismo, quando la persecuzione degli ambienti considerati comunisti investe anche Hollywood. Katie e Hubbell si amano, ma appartengono a mondi diversi. Lei è combattiva, idealista e incapace di restare in silenzio davanti alle ingiustizie; lui è più accomodante, desideroso di successo e di una vita tranquilla. La loro storia dimostra così che l’amore, da solo, non sempre riesce a superare le differenze di carattere, di ambiente e di ideali.Come nacque la nostra canzone?
I “genitori” del brano sono Marvin Hamlisch, autore della colonna sonora del film e della musica, e i parolieri Alan e Marilyn Bergman, che ne scrissero il testo. Secondo il compositore, l’idea delle prime note nacque dall’atmosfera del luogo in cui si svolgevano le riprese: Hamlisch sentì il suono delle campane di un campus universitario e ne ricavò un motivo semplice, sospeso e immediatamente riconoscibile. La melodia sembra procedere come un ricordo che riaffiora lentamente: non esplode in modo drammatico, ma si apre con delicatezza, lasciando alla voce di Streisand il compito di trasformare la malinconia in un sentimento universale.“La canzone fu composta per dare al film una firma emotiva precisa, qualcosa che potesse restare nella mente dello spettatore anche dopo la fine dei titoli di coda. Il risultato fu un brano dalla struttura apparentemente semplice, ma in realtà molto studiata. La melodia non cerca mai lo slancio eccessivo. Preferisce insinuarsi. Si muove con eleganza, quasi con pudore, come accade ai ricordi che non hanno bisogno di alzare la voce per tornare.”
Alla nascita del brano contribuì anche la stessa Streisand, che chiese se fosse opportuno iniziarlo in una tonalità minore, più esplicitamente triste. Hamlisch scelse invece una tonalità maggiore, temendo che una melodia troppo cupa potesse rivelare immediatamente il significato del testo. Il contrasto si rivelò particolarmente efficace: la musica è luminosa, mentre le parole parlano di nostalgia e tristezza.
Streisand aggiunse poi una componente decisiva con un’interpretazione di rara intensità. Essendo anche la protagonista del film, riuscì a fondere la propria voce con quella di Katie Morosky, restituendo tutta la complessità della sua storia.
Questa energia emerse anche durante le sessioni di registrazione, come raccontò Carol Kaye, bassista presente in studio: «Abbiamo ripassato lo spartito per correggere eventuali errori e ci siamo presi una pausa aspettando Barbra, che era piuttosto in ritardo. L'enorme orchestra si è finalmente riunita dopo la pausa e abbiamo fatto 33 take di fila di 'The Way We Were', con Barbra che cantava ogni volta, con Marvin Hamlisch alla direzione d'orchestra e il team di autori (Marilyn e Alan Bergman) in cabina... Take dopo take, abbiamo continuato, ogni take intensa come la precedente, finché non ho guardato Paul Humphrey, il batterista, come a dire: 'Quando finirà tutto questo?'... Dopo alcuni arpeggi, soprattutto nel bridge, sembrava che fosse quella buona, ho alzato lo sguardo e ho incrociato lo sguardo veloce della signora Streisand dalla sua piccola cabina di registrazione mentre teneva una nota lunga (attraverso la finestra di vetro), i nostri sguardi si sono incrociati come a dire: 'Wheeeee. È fatta', e abbiamo finito la take. Paul mi ha guardato ed entrambi abbiamo sorriso, avendo suonato insieme in molti successi... Sapevamo anche noi che quella era la take giusta.»
La canzone divenne il primo singolo di Barbra Streisand a raggiungere la vetta nella classifica statunitense Billboard Hot 100, dove rimase al #1 per tre settimane non consecutive e in classifica per 23 settimane. Fu inoltre il singolo più venduto negli Stati Uniti nel 1974 (e nel 1997 venne certificato disco di platino ovvero due milioni di copie vendute).
Il 2 aprile 1974, alla 46ª cerimonia degli Academy Awards, “The Way We Were” vinse l’Oscar per la miglior canzone originale. Il premio fu assegnato a Marvin Hamlisch per la musica e ad Alan e Marilyn Bergman per il testo. La stessa sera Hamlisch vinse anche l’Oscar per la colonna sonora del film. Inoltre ottenne un terzo riconoscimento musicale per The Sting: un risultato eccezionale, che gli consentì di conquistare tutti e tre i premi musicali assegnati quell’anno.
La canzone vinse anche il Golden Globe per la miglior canzone originale e, nel 1975, il Grammy Award come canzone dell’anno.
Il successo trasformò The Way We Were in qualcosa di più di una semplice canzone da colonna sonora. Come accade ai grandi standard della musica pop, il brano riuscì a vivere anche al di fuori del film. La sua domanda implicita appartiene a tutti noi: che cosa resta di una relazione conclusa o di un periodo felice quando lo osserviamo a distanza?
Nella canzone il passato non può essere recuperato. Si può soltanto guardare da lontano, chiedendosi se sia stato davvero così bello o se la nostalgia lo abbia reso più luminoso di quanto fosse.
È questo il cuore di The Way We Were: non il racconto di un amore perfetto, ma il ricordo di un sentimento importante, capace di lasciare una traccia profonda. Barbra Streisand non canta soltanto la fine di una storia d’amore; canta il rapporto che tutti abbiamo con la memoria. Alcune persone escono dalla nostra vita, ma continuano a vivere nel modo in cui ricordiamo chi eravamo insieme a loro.
Ci sono canzoni che raccontano una storia
e altre che sembrano contenere un’intera esistenza.
The Way We Were appartiene alla seconda categoria:
in meno di quattro minuti evoca amori perduti, fotografie sbiadite,
ricordi felici e il rimpianto per ciò che non può più tornare.
LA TRADUZIONE IN ITALIANO DEL TESTO DI "THE WAY WE WERE":
Ricordi
illuminano gli angoli della mia mente
Ricordi foschi come acquarelli
di come eravamo,
Fotografie sparse dei sorrisi che ci siamo lasciati dietro
Sorrisi che ci siamo scambiati
per come eravamo
Può essere tutto così semplice come allora?
O il tempo ha riscritto ogni riga?
Se avessimo avuto l’opportunità di rifare di nuovo tutto,
dimmi, lo faremmo? Potremmo?
I ricordi possono essere belli e tuttavia
Ciò che è troppo doloroso da ricordare,
scegliamo semplicemente di dimenticarlo.
Così sono le risate che vogliamo ricordare
Ogni volta che ricordiamo
come eravamo.
Come eravamo
CURIOSITA':
- Uno dei dettagli più interessanti della canzone, riguarda l’inizio del testo. La prima versione avrebbe utilizzato la parola “daydreams”, cioè “sogni a occhi aperti”. Streisand suggerì invece “memories”, “ricordi”, ritenendo che fosse una parola più adatta al sentimento espresso dalla canzone. La modifica non era scontata, anche perché “memories” presenta una difficoltà metrica. Nella pronuncia cantata, però, la parola può essere resa in forma contratta, adattandosi perfettamente alla melodia. La scelta di Streisand contribuì a rendere il brano più concreto: non semplici fantasie, ma ricordi di qualcosa che è realmente accaduto. È una differenza apparentemente piccola, ma decisiva. “Sogni a occhi aperti” avrebbe suggerito un amore immaginato; “ricordi” parla invece di un passato condiviso e irrecuperabile.
- Il singolo da 7 pollici contiene una versione vocale diversa rispetto a quella presente nell'album di Barbra Streisand del 1974, The Way We Were, e nelle successive raccolte di successi. Entrambe le versioni utilizzano la stessa base musicale, tuttavia, si può sentire una voce alternativa di Streisand nella frase "Smiles we gave to one another" a circa 1:20 dall'inizio del brano.
- Per quanto riguarda la nostra cantante, si può tranquillamente dire che non abbia incarnato i canoni della bellezza classica; nonostante il fascino della sua voce, soprattutto agli inizi della sua carriera, alla Streisand fu ripetutamente detto che era troppo brutta per essere una star e le fu consigliato di rifarsi almeno il naso, cosa che lei rifiutò di fare!
I LUOGHI:
- Malibu. Innanzitutto perché una parte del film è li ambientata e poi perché la nostra Barbra proprio lì abita. Intorno a questa casa è nato anche l "Effetto Streisand" come raccontato da Wikipedia: “In una causa del 2003, Streisand sostenne che un sito web che illustrava l'erosione costiera aveva violato la sua privacy perché una delle sue oltre 12.000 immagini mostrava la sua casa di Malibu, in California; Streisand voleva che la foto fosse rimossa dal sito. La causa fu archiviata e la conseguente pubblicità spinse centinaia di migliaia di persone a scaricare la foto, che era stata consultata solo quattro volte prima che Streisand avviasse l'azione legale. Il termine effetto Streisand è stato coniato per riferirsi a un tentativo di censurare informazioni che involontariamente pubblicizza tali informazioni.”
LE DATE:
- Barbara Joan Streisand, detta Barbra, è nata a New York, 24 aprile 1942. Più incerta è la data di uscita del singolo: registrato il 12 settembre 1973 presso gli studi di registrazione RCA di Los Angeles, secondo il sito di RMC, The Way We Were usciva negli Stati Uniti il 27 settembre 1973 e anche altri siti posizionano l’uscita a settembre; Wikipedia è più cauto e indica la data di uscita a novembre di quell’anno, tanto che entrò in classifica nella settimana del 24 novembre.
LE COVER: (dal sito secondhandsongs.com)
- Il sito riporta quasi 400 versioni successive; molte grandi voci si sono cimentate con questo classico, tra cui: Perry Como, Ray Conniff, Shirley Bassey, Bing Crosby, Donna Summer, Elaine Paige, Amii Stewart e anche il tenore José Carreras. La mia preferita è la versione di Malia, giovane cantante jazz che ha pubblicato la sua versione nel 2024
ALTRE TRE CANZONI IN CINQUE RIGHE:
- Woman in love, la prima canzone che viene alla mente tra le sue più famose, poi sicuramente Memory (che fa un po’ a braccetto con la nostra canzone) e ultima scelta per il duetto storico con Donna Summer per No More Tears (Enough is Enough).
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recensioni
Crediti:
per alcune parti del testo:
per il testo in italiano:
traduzione del testo originale, con personale riadattamento, con google translate
per la foto della copertina:
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