107. JOHNNY B. GOODE (Chuck Berry) - 200 canzoni 200 storie

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107. JOHNNY B. GOODE (Chuck Berry)

cover LP
Articolo pubblicato il 31 marzo 2026



il cuore del sogno americano in versione rock:
vai avanti, credici, non fermarti,
anche se sei partito dal nulla!
 
“Go, Johnny, go!”.
Immagina il profondo Sud degli Stati Uniti, giù in Louisiana vicino a New Orleans, in campagna, lontano dalla città: in mezzo agli alberi c’è una piccola baracca di legno e terra. Lì vive Johnny B. Goode, un ragazzo di campagna che a scuola non è mai andato bene e fa fatica persino a leggere e scrivere, ma quando prende in mano la chitarra succede qualcosa: la suona con una naturalezza e un’energia talmente forti che sembra il suono limpido e squillante di una campana. Johnny non ha un palco, né un locale dove suonare: porta la sua chitarra in un sacco di iuta sulla spalla e va a sedersi vicino ai binari del treno, sotto un albero. Lì si mette a strimpellare seguendo il ritmo dei treni che passano: le ruote sui binari fanno da batteria, lui ci suona sopra la chitarra. I macchinisti lo vedono sempre lì all'ombra, giorno dopo giorno; la gente che passa lungo la ferrovia si ferma a guardarlo e a un certo punto esclama più o meno: “Accidenti, ma come suona bene quel ragazzino di campagna!”.  
“Vai, Johnny, vai”.
Anche la madre di Johnny crede in lui: gli dice che un giorno, quando diventerà un uomo, sarà il capo di una grande band. Lei immagina persone che arriveranno da lontano solo per sentirlo suonare al calare del sole, quasi come un rito: la musica di Johnny diventerà l’evento per cui valga la pena fare chilometri. E sogna che un giorno il nome del figlio sarà scritto a lettere luminose su un’insegna, qualcosa del tipo “stasera Johnny B. Goode”, come i cartelloni dei teatri o dei grandi locali.
Questo era il sogno americano in versione rock.

Ed è proprio questo quanto ci racconta la nostra canzone: una delle più importanti della storia del rock’n’roll, forse il suo vero atto di nascita, quasi un certificato anagrafico del genere. Chuck Berry scrisse “Johnny B. Goode” nel 1955 e la pubblicò il 31 marzo 1958. Il brano fu tra i primi a parlare contemporaneamente al pubblico nero e a quello bianco, entrando sia nelle classifiche R&B sia in quelle pop generaliste.

Per fissare meglio la canzone, guardiamo questo video d’epoca:
Vi invito però anche a rivedere questo spezzone di “Ritorno al futuro”, in cui la versione suonata da Michael J. Fox, nel suo viaggio nel tempo, finisce paradossalmente per ispirare il vero autore, Chuck Berry: https://www.youtube.com/watch?v=e_EfLbbc9Zc&t=17s
Come si vede dal primo video, le performance dal vivo di Berry richiedevano grande energia scenica. Il suo marchio di fabbrica era la celebre “duck walk” (la “camminata delle papere”), poi imitata da moltissimi altri artisti.
 
Musicalmente, per questa canzone Berry riprese alcuni riff di chitarra reinterpretandoli a modo suo: l’introduzione deriva dal brano di Louis Jordan “Ain’t That Just Like a Woman”, mentre l’assolo si ispira a “Strollin’ With Bones” di T-Bone Walker del 1950. Berry inoltre curava con grande attenzione sia la scrittura sia l’interpretazione dei testi: voleva che le parole raccontassero una storia e che fossero chiaramente comprensibili, per questo le articolava con grande precisione, a differenza di molti colleghi che lo avevano preceduto.
Questa canzone nasconde anche una storia di collaborazione e “tradimento” tra Chuck Berry e Johnnie Johnson. Johnson era il pianista abituale della band, e secondo la sua stessa versione dei fatti fu co‑autore di gran parte delle musiche dei successi di Berry, che invece scriveva anche i testi. Sulla figura di Johnny B. Goode gli studiosi non sono concordi: per alcuni sarebbe un’autobiografia mascherata di Berry, con Johnson ad ispirare solo parte dell’atmosfera e del sound; per altri si tratterebbe di una versione romanzata della parabola artistica di Johnnie Johnson, quasi un omaggio di Berry al suo pianista.
Una cosa però è certa: Johnnie Johnson non partecipò alla registrazione del brano. Pur avendo suonato in molte incisioni di Berry, in studio venne sostituito da Lafayette Leake al piano, con Willie Dixon al basso e Fred Below alla batteria. Un altro fatto certo è che nel 2000 Johnson intentò causa contro Berry. Sosteneva che, per quasi tutti i successi di Berry fino al 1966 (e per molti lati B e brani d’album), Berry avesse portato soltanto i testi, che poi avevano messo in musica insieme. Johnson affermava che Berry aveva approfittato del suo carattere mite e della sua ingenuità, facendogli credere che l’unico compenso dovuto fosse il cachet come musicista durante le sessioni. Con la causa rivendicava la metà delle decine di milioni di dollari in diritti d’autore, licenze e altri proventi generati dal catalogo di Berry, ma la sua richiesta fu respinta e la causa venne archiviata.
 
“Johnny B. Goode” vendette all'epoca della sua uscita quasi due milioni di copie nel mondo. In classifica non raggiunse mai la vetta, fermandosi al #8 della Billboard e al #2 nella Hot R&B Songs; nella classifica che stiamo raccontando arrivò al #7, per poi essere retrocessa al #33 nell'aggiornamento del 2021. La rivincita arrivò nel 2008, quando Rolling Stone la designò come miglior brano nella lista “100 Greatest Guitar Songs of All Time”.
Forse però a Chuck Berry importava di più un altro titolo: quello di “Padre del rock and roll”. Fu infatti tra i primi musicisti inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame alla sua apertura, nel 1986, con la motivazione di aver “gettato le basi non solo per un suono rock and roll ma anche per un atteggiamento rock and roll”. Berry compare in diverse liste dei “più grandi di tutti i tempi” di Rolling Stone: è stato classificato quinto tra i 100 più grandi artisti nelle liste del 2004 e del 2011, e secondo miglior chitarrista di sempre nel 2023.
La nostra canzone può vantare un primato non da poco: è stata “coverizzata” sia dai Rolling Stones (nel 1962) sia dai Beatles (nel 1964). Nella sezione dedicata alle cover vedremo la lunghissima lista di artisti che hanno reso omaggio a Chuck Berry cantando quel mitico verso: “Go, Johnny, go!”.

Ma la cosa più incredibile è che la storia di questo ragazzo di campagna non è rimasta solo sulla Terra. Nel 1977 “Johnny B. Goode” è stata inserita nel disco d’oro lanciato nello spazio profondo a bordo della sonda Voyager, unico brano di musica “leggera”: il biglietto da visita dell’umanità. Così, il sogno di un ragazzino che suona vicino ai binari è diventato il sogno di tutti: da una capanna in Louisiana fino alle stelle, con una chitarra che ancora oggi suona “come una campana”.


 
 
 
LA TRADUZIONE IN ITALIANO DEL TESTO DI “JOHNNY B. GOODE”

 
 
Laggiù nel cuore della Louisiana vicino a New Orleans
 
nel profondo della foresta tra i sempreverdi
 
c'era una capanna fatta di terra e legno
 
Dove viveva un ragazzo di campagna chiamato Johnny B. Goode...
 
Che non aveva mai imparato a leggere e scrivere bene
 
Ma sapeva suonare la chitarra proprio come si suona un campanello

 
 
Vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Johnny B. Goode...

 
 
Aveva l'abitudine di portare la sua chitarra in un sacco di iuta
 
sedeva sotto un albero vicino ai binari della ferrovia
 
Oh, i macchinisti lo vedevano seduto all'ombra
 
Che suonava al ritmo dato dai treni che passavano sui binari
 
le persone che passavano si fermavano e dicevano
 
“diamine come suona quel ragazzino di campagna”

 
 
Vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Johnny B. Goode...

 
 
Sua madre gli disse: "un giorno sarai un uomo
 
E sarai il capo di una rinomata band
 
molte persone faranno molti chilometri
 
Per sentirti suonare la tua musica quando il sole tramonta
 
E forse un giorno il tuo nome sarà su un'insegna luminosa
 
Che annuncia “Stasera Johnny B. Goode"

 
 
Vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Vai johnny vai! vai!
 
Johnny B. Goode...
etichetta 45 USA
45 europa ristampa
CURIOSITA':
  • “B. Goode” richiama sia l’indirizzo dove Berry nacque (Goode Avenue a St. Louis) sia l’espressione inglese “be good” (“sii bravo / comportati bene”), come a dire: se segui il tuo talento e “fai il bravo”, puoi arrivare lontano
  • Una curiosità importante è che in una prima versione Berry non cantava “country boy”, ma “coloured boy”; cambiò poi il verso per evitare problemi per i passaggi radiofonici in un’America ancora segnata dalla segregazione razziale. Molti critici sottolineano anche la dimensione razziale implicita ovvero la storia di un ragazzo nero che cerca spazio in un’America ancora segregata.
  • La storia del protagonista è ambientata in Louisiana, ma Berry era di Saint Louis, Missouri: per quelli che considerano il brano autobiografico, possiamo dire che lo sia nello spirito ma non nei dettagli geografici.
  • Berry scrisse un seguito alla nostra canzone intitolato “Bye Bye Johnny”. Il testo racconta il momento in cui Johnny lascia la sua casa per inseguire il sogno di diventare una star del rock, visto dal punto di vista della madre. La canzone si apre con la madre che accompagna Johnny alla stazione: ha risparmiato soldi vendendo la frutta per potergli pagare il biglietto del treno verso la California, terra delle opportunità e della musica. Durante il viaggio, Johnny suona la chitarra e affascina i passeggeri, segno che il suo talento è già evidente. Arrivato a destinazione, trova la sua strada nella musica, forma una band e comincia a esibirsi, mentre la madre rimane a casa sperando di rivederlo e di sentir parlare di lui alla radio o in televisione. L’atmosfera è un misto di orgoglio e malinconia: la madre è fiera del figlio ma soffre per la distanza, e il ritornello “Bye bye, Johnny” sottolinea proprio questo addio pieno di speranza.

I LUOGHI:
  • Louisiana. Confinante con Texas, Arkansas e Mississippi, e bagnata a sud dal golfo del Messico, la sua capitale è Baton Rouge, mentre la città più grande e famosa è New Orleans. […] Il clima è subtropicale umido con estati lunghe e umide e inverni miti e brevi. Le precipitazioni sono frequenti durante tutto l'anno, in particolare nel mese di ottobre mentre l'estate è leggermente più asciutta.  [...] Il nome: La Louisiane (Louisiana) ovvero la Terra di Louisin è in onore di Luigi XIV di Francia. (Wikipedia)

LE DATE:
  • 31 marzo 1958 venne lanciata la canzone dopo alcuni anni di gestazione; Charles Edward Anderson (Chuck) Berry era nato il 18 ottobre 1926 e quindi era più che trent’enne all’epoca dell’uscita del brano. Dopo una vita alquanto travagliata ma piena di successi ed anche di ricchezza, Berry lasciò questo mondo per un arresto cardiaco il 18 marzo 2017.

LE COVER: (dal sito secondhandsongs.com)
  • Quasi quattrocento sono le reinterpretazioni e la lista dei famosi è veramente lunga, tanto che riporto solo i più famosi in stretto ordine alfabetico: AC/DC (live), Aerosmith, Beach Boys (live), Bill Haley & His Comets, Bon Jovi (live), cantata dal vivo insieme a Scorpions e Cinderella, Bruce Springsteen (live), Buddy Holly, Carlos Santana, Elton John, Elvis Presley, Green Day (live), Huey Lewis and The News, Jerry Lee Lewis, Jimi Hendrix (live), Judas Priest, Julian Lennon, Led Zeppelin (live), Little Tony, Lynyrd Skynyrd (live), Men at Work, Mina, Motorhead (Live At Ed Sullivan Show), Peter Tosh, Prince (live), Status Quo, Stray Cats, The Grateful Dead, The Sex Pistols, Vasco Rossi (live).

ALTRE TRE CANZONI IN CINQUE RIGHE:
  • Tre monumenti, tre pietre miliari del rock and roll, da riascoltare con piacere senza aggiungere null'altro: “Roll Over Beethoven” del 1956, “Sweet Little Sixteen” del 1958 e “Back in the U.S.A.” del 1959. Può bastare?

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