106. GOOD VIBRATIONS (The Beach Boys) - 200 canzoni 200 storie

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106. GOOD VIBRATIONS (The Beach Boys)

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Articolo pubblicato il giorno 28 marzo 2026

A volte viene da chiedersi come facciano certe canzoni a finire tra le “dieci migliori di sempre”.
Poi scopri la loro storia e tutto si chiarisce.
"Good Vibrations" è uno di quei brani:
ha rivoluzionato la musica pop trasformando lo studio di registrazione in uno strumento a sé.
Per me, e credo per molti altri, i Beach Boys erano al massimo quelli di “Ba Ba Ba Barbara Ann”, di “Surfin’ U.S.A.” e di “California Girls”. Rimaneva però un dubbio: com’è possibile che un loro album, “Pet Sounds”, sia finito sul podio nella top tre di tutti i tempi, in mezzo a due capolavori dei Beatles (Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e Revolver)? Se siete curiosi di capire come questo sia possibile e farvi una nuova idea sui Beach Boys, ecco la storia di "Good Vibrations".
 
Forse è meglio iniziare dal “padre” della canzone, Brian Wilson. Poco prima dei vent’anni fondò, insieme a due suoi fratelli, un cugino e un amico, il gruppo dei Beach Boys. Ne divenne autore, produttore, co-cantante principale, bassista, tastierista e di fatto il leader. Per tutta la vita, però, lottò contro una grave malattia mentale, che lo portò a frequenti esaurimenti nervosi, alla dipendenza da sostanze, agli eccessi col cibo e anche a periodi di reclusione. È comunque considerato un genio della musica: imparò a suonare da bambino e passò infanzia e giovinezza a vivere immerso nella musica. A vent’anni fu il primo musicista pop accreditato per aver scritto, arrangiato, prodotto ed eseguito il proprio materiale; a metà degli anni ’60 aveva già scritto o co‑scritto più di due dozzine di successi nella Top 40 statunitense, di cui quattro numeri uno. Dal 1962 al 1966 il gruppo pubblicò ben 11 album: i primi nello stile “surf”, poi via via un rock più innovativo che culminò nel loro capolavoro “Pet Sounds”. Verso la fine del 1965, dopo essersi ritirato dai tour, Brian Wilson si allontanò dai compagni, si avvicinò alla scena musicale di Los Angeles e, allo stesso tempo, aumentò l’uso di droghe come marijuana, LSD e Desbutal.
Arriviamo così alla nostra canzone che in principio era previsto fosse inserita proprio in quell’album, ma…
Il 17 febbraio 1966, Wilson iniziò a registrare "Good Vibrations", inizialmente destinato ai Pet Sounds ma poi escluso a causa della sua insoddisfazione per la registrazione iniziale, sperimentando diversi arrangiamenti fino ad aprile. Il 4 maggio, durante la quarta sessione di "Good Vibrations", iniziò a registrare il brano in sezioni piuttosto che come un'unica esecuzione continua, con l'intenzione di unire i segmenti in seguito.”
 
Il processo di registrazione di "Good Vibrations" è una delle imprese più ambiziose della storia del pop; Brian Wilson lo definì una “pocket symphony”, una piccola sinfonia tascabile, per sottolineare la complessità quasi “classica” di un brano di soli 3 minuti e 35 secondi.
A differenza del metodo allora in uso per le registrazioni (suonare il brano dall’inizio alla fine in sala), Wilson introdusse un approccio modulare rivoluzionario: la canzone è la somma di decine di piccoli segmenti musicali, o “moduli”, registrati separatamente. Per capirci, venivano incise più versioni della stessa sezione, in studi diversi, per catturare “colori” sonori specifici; quei frammenti venivano poi tagliati e “attaccati” manualmente sul nastro magnetico per costruire la struttura finale. Il procedimento ricorda un po’ quello che facevamo noi negli anni ’80 quando, per salvare una cassetta incastrata nel lettore, tagliavamo via la parte rovinata e riattaccavamo il nastro con piccoli pezzi di scotch. Ecco, più o meno così: per nascondere il rumore delle giunture, Wilson pensò di usare il trucco del riverbero.
Oggi, con i computer, sarebbe un gioco da ragazzi, ma sessant’anni fa non lo era affatto. Per registrare la canzone furono necessarie circa 17 sessioni in quattro diversi studi di Los Angeles; si stima che siano stati usati oltre 90 ore di nastro e centinaia di ore in studio per rifinire ogni minimo dettaglio, in un lavoro che si protrasse da febbraio a settembre 1966. È anche per questo che il brano non finì su “Pet Sounds”.
 
Un altro “padre” della canzone fu Mike Love, a cui è accreditato il testo, anche se l’idea di base fu di Brian Wilson, messa per iscritto per la prima volta dal collaboratore Tony Asher. Mike Love ricorda di aver registrato la stessa parte vocale di pochi secondi anche 25‑30 volte per ottenere l’armonia perfetta: un piccolo esempio dell’ossessivo perfezionismo di Brian Wilson. Per inseguire quella perfezione, Wilson chiamò i migliori turnisti di Los Angeles, tra cui la bassista Carol Kaye e il batterista Hal Blaine, a cui affidò le basi strumentali, mentre i Beach Boys si concentravano quasi solo sulle complesse stratificazioni vocali. La voce principale del brano non è però quella dei due cantanti “padri” della canzone (Mike Love e Brian Wilson), ma del chitarrista e fratello, Carl Wilson. Nel brano compaiono anche strumenti all’epoca “stravaganti”, a cui dedicheremo un po’ di spazio nelle curiosità.
La canzone fu infine pubblicata come singolo, contro il parere della Capitol Records, che la riteneva troppo lunga. Brian Wilson sperava di inserirla nel successivo progetto, l’album “Smile”, che si rivelò però così complesso da portarlo a un esaurimento nervoso, alla sospensione dei lavori e poi alla cancellazione del disco. Alla fine “Good Vibrations” venne inserita, nonostante le perplessità di Brian, nell’album “Smiley Smile” uscito l’anno dopo. Nel frattempo il singolo aveva già raggiunto il numero 1 sia negli Stati Uniti (Billboard Hot 100) sia nel Regno Unito, dove arrivò in vetta nel novembre 1966.

Uno sguardo veloce al testo, scritto da Mike Love: per l’epoca è un testo dal sapore molto psichedelico, quasi la descrizione di un trip di LSD, sebbene non ci siano riferimenti diretti alle droghe. Considerando il clima culturale, è facile leggerlo come un prodotto da figli dei fiori; lo stesso Love dichiarò: “Era una specie di potere fiorito. L’unica cosa che ho pensato fosse davvero perenne è il rapporto tra ragazzo e ragazza, l’attrazione tra un ragazzo e una ragazza. Così ho inventato quella parte tra i ritornelli. […] Era una sorta di poesia ‘flower power’ adatta ai tempi e completava un brano davvero incredibilmente unico, creato da mio cugino Brian.”
Come al solito, non entro nei dettagli tecnici, ma vale la pena ricordare che la canzone ha una struttura particolare, con continui cambi di tonalità che si susseguono senza mai spezzare il flusso. Se ne contano addirittura 14, un numero raro per una canzone pop. Eppure il brano resta sorprendentemente naturale all’ascolto: un’ulteriore dimostrazione di quanto fosse avanti Brian Wilson.
Se volete provare a contare i cambi di tonalità, ecco il video ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=apBWI6xrbLY
“Brian Wilson vide il futuro della produzione musicale. Non vedeva né sentiva limiti riguardo al suono e, soprattutto, aveva la fame di creare la migliore musica possibile. Inseguendo i suoni che gli arrivavano come un dono di Dio, usava tutto ciò che era in suo potere e, quando ciò non bastava, inventava nuovi modi per elevare la musica pop e rivoluzionava il genere. Quello spirito di creatività e innovazione è qualcosa che attraversa tutti coloro che sentono questa chiamata verso la musica, e senza dubbio la sua ingegnosità continuerà a influenzare decine di artisti per le generazioni a venire.”
 
"Avevo molte idee incompiute,
frammenti di musica che chiamavo 'sentimenti'.
Ogni sensazione rappresentava un umore o un'emozione
che avevo provato,
e avevo intenzione di farli incastrare insieme
come un mosaico."
(Brian Wilson)
 
 
 


LA TRADUZIONE IN ITALIANO DEL TESTO DI “GOOD VIBRATIONS”
 
Adoro i vestiti colorati che indossa
 
E il modo in cui la luce del sole gioca sui suoi capelli.
 
Sento il suono di una parola gentile
 
Nel vento che trasporta il suo profumo nell'aria

  
Sto percependo buone vibrazioni
 
Mi sta dando eccitazione (Oom bop bop)
 
Sto percependo buone vibrazioni (Buone vibrazioni, oom bop bop)
 
Lei mi dà eccitazione (Eccitazioni, oom bop bop)
 
Bene, bene, bene, vibrazioni positive (Oom bop bop)
 
Mi sta dando eccitazione (Eccitazioni, oom bop bop)
 
Bene, bene, bene, vibrazioni positive (Oom bop bop)
 
Mi sta dando eccitazione (Eccitazioni)

  
Chiudo gli occhi, ora in qualche modo è più vicina
 
Sorride dolcemente, so che deve essere gentile
 
Quando la guardo negli occhi
 
Viene con me in un mondo fiorito.

 
Sto percependo buone vibrazioni
 
Mi sta dando eccitazione (Oom bop bop)
 
Sto percependo buone vibrazioni (Buone vibrazioni, oom bop bop)
 
Lei mi dà eccitazione (Eccitazioni, oom bop bop)
 
Bene, bene, bene, vibrazioni positive (Oom bop bop)
 
Mi sta dando eccitazione (Eccitazioni, oom bop bop)
 
Bene, bene, bene, vibrazioni positive (Oom bop bop)
 
Mi sta dando eccitazione (Eccitazioni)

 
(Ahh)
 
(Ah, mamma mia, che euforia)
 
Non so dove ma lei mi manda lì
 
(Oh, mamma mia, che sensazione)
 
(Oh, mia mia, che euforia)
 
(Oh, mamma mia, cosa)

 
Devo mantenere quelle belle vibrazioni d'amore con lei
 
Devo mantenere quelle belle vibrazioni d'amore con lei
 
Devo mantenere quelle belle vibrazioni d'amore con lei
 
(Ahh)

 
Bene, bene, bene, vibrazioni positive (Oom bop bop)
 
(Sto percependo buone vibrazioni) (Oom bop bop)
 
Mi sta dando eccitazione (Eccitazioni, oom bop bop)
 
Bene, bene, bene, vibrazioni positive

 
Na na na na na, na na na
 
Na na, na na na
 
(Bop bop-bop-bop-bop-bop, bop)
 
Do do do do do, do do do
 
(Bop bop-bop-bop-bop-bop, bop)
 
Do do do do do, do do do
 
(Bop bop-bop-bop-bop-bop, bop)
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CURIOSITA':
  • Fu il singolo più costoso mai registrato fino a quel momento, con un budget stimato tra i 10.000 e 50.000 dollari dell’epoca; finì per costare quasi il massimo, equivalente a centinaia di migliaia di dollari odierni.
  • Brian Wilson trasse l'idea del testo dai racconti di sua madre, secondo cui i cani potevano percepire le "vibrazioni" umane, abbaiando solo in presenza di "vibrazioni negative". Così lo ricordò in una intervista: “Mi spaventava la parola 'vibrazioni' – pensare che esistessero sentimenti invisibili. Mi ha anche parlato di cani che abbaiavano ad alcune persone, ma non abbaiavano ad altre, e così è successo che abbiamo usato le ‘buone vibrazioni’.”
  • Ecco la lista degli strumenti usati nella canzone: 1) Electro-Theremin (o Tannerin): questo strumento fu costruito per l’occasione da Paul Tanner poiché erano introvabili i Theremin originali ed è quello che produce il suono "sinuoso" e spettrale che si sente distintamente nella canzone; Brian Wilson lo conosceva bene, poiché veniva usato per creare suoni inquietanti in film horror a basso budget. 2) Violoncello: Brian Wilson volle che il violoncello eseguisse dei riff ritmici e percussivi, un uso molto moderno per l'epoca, che conferisce al brano una spinta profonda e drammatica. 3) il Piano Tack: un pianoforte i cui martelletti sono stati modificati con puntine metalliche per ottenere un suono più metallico, percussivo e simile a un clavicembalo, udibile chiaramente nelle sezioni di transizione. 4) Armonica a bocca 5) Scacciapensieri, sì il “nostro” strumento che produce un suono metallico e "molleggiato" 6) Percussioni: Wilson utilizzò diversi strumenti a percussione come bonghi, maracas, campanelli da slitta e persino lattine di soda e campanelli di bicicletta (sebbene questi ultimi siano più celebri nell'album Pet Sounds).
  • Per quanto riguarda la famosa linea di basso suggerita da Brian Wilson e sviluppata da Carole Kaye c’è un’altra curiosità! Sicuramente sconosciuta o dimenticata nel nostro paese la Kaye è stata una delle migliori bassiste americane e nella sua lunga carriera ha partecipato alla registrazione di circa 10.000 canzoni. Durante i sei mesi di lavoro Carole Kaye fu determinante nel tradurre la visione di Wilson e trovare la giusta linea di basso ma alla fine Brian Wilson decise di tagliare la sua performance a favore di Lyle Ritz al contrabbasso e Ray Pohlman al basso elettrico. Sebbene la Kaye sia spesso accreditata tra i musicisti della canzone, Craig Slowinski (la memoria storica del gruppo) è categorico nel dire che Carole Kaye non compare in nessuna delle registrazioni principali.

I LUOGHI:
  • California. Brian Wilson nacque visse e morì in questo leggendario stato USA e ne ha cantato le bellezze in tante sue canzoni. La nostra, come raccontato, è stata creata in quattro studi della metropoli di Los Angeles

LE DATE:
  • 10 ottobre 1966 è la data di pubblicazione di “Good Vibrations”. Brian Douglas Wilson era nato il 20 giugno 1942 e morì per strascichi legato al COVID-19 il giorno 11 giugno 2025.

LE COVER: (dal sito secondhandsongs.com)
  • Ci sono più di 160 versioni successive, cover e adattamenti strumentali; si sono cimentati The Troggs, Todd Rundgren, Nina Hagen, The Flaming Lips e lo stesso Brian Wilson si è esibito risuonando e ricantando insieme ad Emma Bunton & Atomic Kitten nel 2002.

ALTRE TRE CANZONI IN CINQUE RIGHE:
  • La canzone che in assoluto preferisco nella vastissima produzione dei The Beach Boys è “God Only Knows” contenuta in Pet Sounds del 1966; per il loro periodo surf sicuramente “I get around” e per la terza canzone apro quel fantastico scrigno di canzoni contenute nella colonna sonora del film “Forrest Gump” estraendo “Sloop John B” anche questa da Pet Sounds.

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recensioni
Crediti:
per alcune parti del testo:

per il testo in italiano:
  • traduzione del testo originale, con personale riadattamento, con google translate.

per le foto della copertina:

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