104. WHAT'S GOING ON (Marvin Gaye) - 200 canzoni 200 storie

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104. WHAT'S GOING ON (Marvin Gaye)

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Articolo pubblicato il 10 febbraio 2026



Una canzone che sboccia da un vero tormento non poteva che essere un gioiello e “What's Going On” nasce proprio dall’incontro tra il tormento privato di Marvin Gaye e il caos dell’America di fine anni sessanta diventando una delle canzoni-manifesto più potenti della musica soul.


"Negli ultimi tre anni la mia disillusione è terribilmente aumentata. Mi sono ritirato dalla mia immagine pubblica, mi sono preso il tempo per riflettere sulla mia vita e sull'America specialmente, perché è qui che vivo. “What's Going On” mostra l'emozione che ho nei confronti del mio Paese: dovremmo cercare tutti di integrare le nostre vite in una sfera superiore" così dichiarò Gaye in una intervista del 1971.
 
Riavvolgiamo il nastro e ci posizioniamo nel 1968 per raccontare la storia di “What's Going On”: in quell’anno Marvin Gaye era ormai una delle stelle più luminose della Motown Records, nota anche semplicemente come Motown, etichetta discografica fondata nel 1959 dall’imprenditore Berry Gordy. Il nome “Motown” originò da “Motor Town” (o “Motor City”) soprannome della città di Detroit, capitale dell’industria automobilistica statunitense e proprio qui il nostro si era trasferito all’inizio degli anni ’60 e nel giugno 1963 aveva sposato Anna la sorella del boss Berry Gordy.
 
Gli innumerevoli singoli e i duetti con Tammi Terrell erano entrati praticamente tutti nella Billboard e gli erano valsi il soprannome di "Principe della Motown" e di "Principe del Soul"; il suo infatti era un R.& B. elegante, dai risvolti quasi sempre amoroso/sentimentali, ben suonato e ben cantato ma anche pop, un prodotto indubbiamente commerciale il cui primo obbiettivo era quello di vendere dischi. E di tutti questi successi commerciali ne aveva sicuramente beneficiato anche lui facendogli guadagnare un discreto gruzzoletto; per di più era quello che potremmo definire un bell’uomo con un gran fisico. Ma Marvin Gaye era una persona profondamente tormentata, triste ed emotivamente fragile, cosa che era sfociata in una forte dipendenza dalle droghe. Di più, musicalmente, Gaye si era sentito sempre più frustrato dalla mancanza di libertà artistica concessagli dai diktat commerciali della macchina dei successi Motown e del suo fondatore/cognato Berry Gordy.
 
Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei settanta avvennero alcuni fatti che sconvolsero ancora di più la sua vita: nel 1969 suo fratello minore Frankie tornò a casa dalla guerra in Vietnam; malgrado Marvin fosse sempre stato aggiornato dalle frequenti lettere ricevute dal fronte i racconti in prima persona del fratello lo spiazzarono; così ricordò Frankie Gaye: "Tutti i miei racconti avevano a che fare con il sangue. Ma ciò che più colpì Marvin erano le storie dei bambini che in Vietnam cercavano cibo nei cassonetti dell'immondizia”. Mentre la situazione sociale negli USA sembrava sempre più fuori controllo, Gaye visse un periodo “nero”: un suo cugino morì in Vietnam, aveva il fisco alle calcagna per imposte dovute e non pagate ed il suo matrimonio era entrato in crisi, ma il colpo di grazia fu nel marzo 1970, quando un tumore cerebrale causò la morte dell'amica e collaboratrice Tammi Terrell, che qualche tempo prima era crollata tra le braccia del cantante durante uno spettacolo.
 
Gaye precipitò in una completa depressione, rifiutandosi di cantare sul palco o in studio, e pur avendo superato la trentina, si allenò e tentò di unirsi alla squadra di football americano dei Detroit Lions, senza però riuscirci.
 
Come si diceva tensioni sociali, scioperi e manifestazioni si susseguivano negli States e proprio a Berkeley (vicino San Francisco, la capitale della Summer Of Love) il 15 maggio 1969 ci furono dei violenti scontri con la polizia che caricò i manifestanti, attivisti pacifisti: testimone involontario fu Renaldo "Obie" Benson, membro del gruppo vocale Motown dei The Four Tops che, turbato dalla situazione, si chiese: "Cosa sta succedendo qui? Perché attaccano i loro stessi figli per strada?”
 
Fu proprio a Berkeley in quel "Bloody Thursday" che la nostra canzone vide la luce; Benson, insieme all'amico e cantautore Al Cleveland, ne abbozzarono la struttura mettendo in musica queste preoccupazioni. Benson pensava di completarla insieme al suo gruppo, ma gli altri Four Tops rifiutarono la richiesta. Nemmeno Joan Baez accettò di pubblicare questo brano, che restò in un cassetto fino ad una “storica” partita di golf a cui parteciparono i due autori e il nostro Marvin.
 
Gaye, che da un paio d’anni era praticamente fuori dal giro, rimase colpito da quella canzone che gli era stata presentata; era giunto il momento della svolta!
 
"Nel 1969 o 1970, iniziai a rivalutare tutto il mio concetto di cosa volevo che la mia musica dicesse. Ho capito che dovevo lasciare alle spalle le mie fantasie se volevo scrivere canzoni che raggiungessero l'anima delle persone. Volevo che dessero un'occhiata a ciò che stava succedendo nel mondo." avrebbe poi raccontato Gaye alla rivista Rolling Stone: il cantante aveva capito che poteva fare molto attraverso la musica e questa era l’occasione giusta.
 
Gaye ci lavora qualche mese, aggiunge parole riscrivendo parte del testo, cambia gli accordi, sperimenta nuove forme di arrangiamento andando al di là dei canoni stilistici del suono Motown. La canzone viene così trasformata in un pezzo sospeso tra preghiera, protesta e ballata soul; il dolore personale si traduce in un tono di dolcezza disillusa: Marvin non urla contro il mondo, ma lo guarda sconsolato e chiede “fratello, che sta succedendo?”, quasi fosse un dialogo intimo più che un comizio.
 
La canzone è pronta verso la metà del 1970 e viene portata da Gaye al suo boss per l’approvazione e la pubblicazione; si può solo immaginare la faccia del cantante alle parole durissime di Gordy: "La cosa più brutta che abbia mai ascoltato".
 
Questo è quanto riportato da tutte le cronache ma il boss della Motown invece smentì, dichiarando al Wall Street Journal di avere avuto delle riserve sulla canzone: "Per anni, la gente ha scritto che mi sono messo di traverso all'uscita di questa canzone […] Deve essere una lettura fantastica, ma nulla di tutto ciò è vero. Il motivo per cui mi opponevo a Marvin non era fermare il singolo, ma solo capire se fosse un'altra delle sue idee folli. La Motown era musica per tutte le persone - bianchi e neri, blu e verdi, poliziotti e ladri. Ero riluttante a lasciare che la nostra musica potesse allontanare qualcuno. Questo è stato un grande rischio per la sua immagine."
 
Gordy voleva preservare l'apoliticità della sua star, tenere al sicuro il suo tesoro da polemiche e critiche. Ma Gaye fu irremovibile: se la Motown non avesse pubblicato la sua prima canzone autoprodotta, avrebbe interrotto ogni rapporto. E così fu! Gaye rimase inattivo per mesi fino al 21 gennaio 1971.
 
In quei giorni Gordy era in vacanza e chi lo sostituiva decise di pubblicare la canzone stampando centomila copie e facendo passare la canzone sulle radio nazionali; il boss inferocito però dovette ricredersi perché in una sola settimana la canzone raggiunse il #2 nelle classifiche Billboard. Un vero successo.
 
Così la Motown dovette cambiare rotta e, per battere il ferro finché era caldo: concesse al nostro Marvin un solo mese per costruire un intero album attorno a “What's Going On”. E anche in così poco tempo Marvin Gaye riuscì a creare una suite continua di brani che si fondono l’uno nell’altro, affrontando temi di rilevanza assoluta: guerra, povertà, ingiustizia sociale, droga, crisi ecologica e spiritualità. E a proposito di classifiche, Rolling Stone nella edizione 2020 dei 500 migliori album di tutti i tempi posiziona proprio questo album al #1; che dire d’altro.
 
Come molte altre stelle della musica anche Marvin Gaye ebbe una vita piuttosto tormentata. Fin dall’infanzia picchiato brutalmente dal padre, tra l’altro ministro della chiesa pentacostale, si rifugiò nella musica ma per molto tempo ebbe problemi con l’alcool, dipendenza dagli stupefacenti e tentò alcune volte il suicidio. Fama e ricchezza non mancarono al cantante che anche nei periodi di maggior successo non trovò però la serenità per placare la sua anima: quel “soul” di cui fu uno dei maggiori ed indimenticati interpreti.
 
 
 
 
LA TRADUZIONE IN ITALIANO DEL TESTO DI “WHAT'S GOING ON”:
 
 
“What’s going on” era un saluto diffuso fra gli afroamericani – l’equivalente di “com’è?”, “come va?”, “che si dice?” – ma Marvin Gaye la usa con un significato più profondo. La domanda “che succede?” era per il cantante simbolo del suo smarrimento di fronte a quello che accadeva in America, appesantito dal suo stato d’animo per il periodo veramente buio che stava vivendo.

 
 
 
Madre, madre
 
Ci sono troppe madri come te che piangono
 
Fratello, fratello, fratello,
 
Ci sono troppi come te che muoiono
 
Sai che dobbiamo trovare il modo
 
Per portare un po’ di amore qui oggi...
 
 
Padre, padre,
 
non abbiamo bisogno di andare oltre.
 
Vedi, la guerra non è la soluzione
 
poiché solo l’amore può vincere l’odio
 
Sai che dobbiamo trovare il modo
 
Per portare un po' di amore qui oggi
 
 
Cortei con cartelli di protesta
 
Non punirmi con brutalità
 
Parla con me,
 
cosi potrai capire,
 
cosa sta succedendo.
 
Si, cosa sta succedendo.
 
Ah, cosa sta succedendo.
 
 
Nel frattempo
 
Andiamo avanti, baby
 
Proprio così
 
Proprio così.
 
 
Padre, padre
 
Tutti pensano che abbiamo torto
 
Oh, ma chi sono loro per giudicarci
 
Semplicemente perché i nostri capelli sono lunghi
 
Oh, sai che dobbiamo trovare un modo
 
Per portare un po' di comprensione qui oggi
 
 
Cortei con cartelli di protesta
 
Non punirmi rudemente
 
Parla con me
 
Parla con me,
 
cosi potrai capire,
 
cosa sta succedendo.
 
Ah, cosa sta succedendo.
 
Dimmi cosa sta succedendo
 
Ti dirò cosa sta succedendo.
 
Proprio così, baby
 
Proprio così, baby
45 USA
45 Germania
CURIOSITA':
 
  • Di chi sono le voci che si sentono all’inizio della canzone? Come raccontato, Gaye aveva tentato di entrare nella squadra NFL dei Detroit Lions e, pur non riuscendoci, aveva stretto amicizia con due giocatori (Mel Farr e Lem Barney) che aveva poi chiamato per fornire una chiacchierata tra loro ad aprire la canzone.
  • Per  quanto riguarda la parte prettamente musicale del brano sono da ricordare due particolari aneddoti che riguardano la parte del basso e del sax. La linea iniziale del sassofono fu fornita dal musicista Eli Fontaine ma non  era stata originariamente prevista da Gaye; quando quest’ultimo la sentì disse  al musicista di tornare a casa. Fontaine quasi a giustificarsi dichiarò che stava solo "scherzando" ed allora Gaye, a cui era piaciuta moltissimo, rispose "ti diverti in modo squisito, grazie".  La parte di basso fu affidata ad un musicista Motown di nome James  Jamerson, che si racconta, tenesse sempre una bottiglia di Metaxa nella  custodia del basso. La sera in cui Jamerson entrò in studio per registrare le linee di basso della canzone, era talmente ubriaco da non riuscire nemmeno a sedersi correttamente e, secondo uno dei presenti, si sdraiò a  terra per suonare i suoi riff di basso.
  • La  nostra canzone è anche famosa per la doppiatura della voce, innovazione che nacque per caso quando Gaye chiese al suo ingegnere Kenneth Sands di  mandargli in cuffia le sue due voci principali registrate e cantate in  modo leggermente diverso per confrontare qual era la migliore. Fu per errore che Sands mescolò le tracce ma quando Gaye sentì questo effetto ne  rimase così colpito che lo mantenne nella canzone, e lo usò in molte altre sue registrazioni successive.
  • La  versione uscita come singolo (non quella contenuta nell’album) ha una  particolarità alla fine del brano: la canzone sfuma, poi improvvisamente  aumenta di nuovo di volume per poi concludersi. Si dice che questa sia una specie di presa in giro nei confronti del boss Berry Gordy ovvero: “pensi che questa canzone che odi così tanto stia per finire e invece no, vedi? riparte  di nuovo!”

I LUOGHI:
  • Detroit ovviamente. È la città più importante dello stato del Michigan, situata di  fronte alla città canadese di Windsor, nella regione dei grandi laghi  americani, al centro di una vasta zona industriale. Musicalmente la città ha dato moltissimo perché fin dagli “anni quaranta la scena blues di  Detroit vide la presenza di John Lee Hooker. Negli anni cinquanta divenne poi un centro di jazz e ospitò le esibizioni di varie star nel quartiere di Black Bottom. In seguito venne fondata la casa discografica Motown Records, che raggiunse l'apice negli anni sessanta […] Negli anni settanta su Detroit si affacciò la scena rock, con artisti come Alice Cooper, Ted Nugent, Mitch Ryder, Rare Earth, Brownsville Station, Glenn Frey e Bob Seger. A Detroit sono nati gli Stooges di Iggy Pop e gli MC5, entrambi i gruppi precursori del punk. Originaria di Detroit è l'icona pop Madonna, nata e cresciuta nei sobborghi della città. […] L'area di Detroit è  universalmente riconosciuta come la terra natìa della musica techno, la quale ha continuato la sua crescita dal 1987 attraverso radio e discoteche  situate in tutto il mondo. La techno di Detroit si sviluppò in  contemporanea con il genere house di Chicago, ma fu influenzata da  precursori della techno funk music europei come i Kraftwerk. Negli anni  novanta inoltre ebbe spazio la crescita, questa volta principalmente su  scala nazionale, del "garage rock". Detroit è anche prolifica  nel genere del Hip Hop essendo luogo di nascita di artisti come Royce da 5'9", Mr. Porter, Big Sean e Trick-trick. Inoltre ha vissuto (ma non  nato) a Detroit anche il rapper-attore Eminem, che ha rappresentato la   città nel lungometraggio 8 Mile. (https://it.wikipedia.org/wiki/Detroit )

LE DATE:
 
  • 21 gennaio 1971 è la famosa e  fatidica data di pubblicazione della canzone, poi inserita nell’album  omonimo che uscirà il 21 maggio di quell’anno. Marvin Pentz Gaye Jr. era nato  il 2 aprile 1939 ed il cognome di famiglia era “Gay” a cui aggiunse la e  per togliere ogni possibile equivoco. Probabilmente molti ricordano la  tragica morte del cantante avvenuta il giorno 1 aprile 1984 quando venne  colpito dal padre con due colpi di pistola al termine di una furibonda  lite, il giorno prima del suo 45° compleanno.

LE COVER: (dal sito secondhandsongs.com)
 
  • Il nostro brano registra più di  trecento cover, susseguitesi nel corso degli anni; si sono cimentati tra  gli altri: Richie Havens, Daryl Hall & John Oates, Paul Weller, Michael  McDonald, Joe Cocker, Etta James, Paul Carrack, John Legend, Seal, Roberta Flack e il nostro Mario Biondi. La versione di Cyndi Lauper arrivò al #12 della Billboard nel 1987; vi furono poi tre successive versioni per raccogliere fondi per diverse cause: la prima fu degli Rock Aid Armenia a sostegno di coloro che erano stati colpiti dal terremoto armeno del 1988,  poi il Music Relief '94 per beneficenza in memoria del genocidio ruandese  ed infine gli Artists Against AIDS Worldwide a favore di programmi contro   l'AIDS in Africa e in altre regioni povere.

ALTRE TRE CANZONI IN CINQUE RIGHE:
 
  • Innanzitutto il singolo  successivo, contenuto nello stesso album ed uscito lo stesso anno 1971 e  cioè “Mercy Mercy Me (The Ecology)”; poi dal periodo precedente non può mancare "I Heard It Through the Grapevine" del 1968 (prima canzone di Gaye a raggiungere la #1 Billboard). Per molti Marvin Gaye è invece "Sexual Healing", canzone del 1982 ed  ultimo successo planetario prima della sua prematura morte.
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