103. IMAGINE (John Lennon) - 200 canzoni 200 storie

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103. IMAGINE (John Lennon)

COVER 45 GIRI ITALIANO
Articolo pubblicato il  1 luglio 2025



Se vuoi la pace, prima devi immaginarla.
 
John Lennon
"Imagine" di John Lennon è molto più di una semplice canzone: è diventata un inno universale di pace e speranza. Pubblicata nel 1971, poco dopo lo scioglimento dei Beatles, nasce in un periodo turbolento, segnato dalla guerra in Vietnam e da grandi cambiamenti sociali: tra questi la controcultura hippie e i movimenti pacifisti stavano aumentando la loro importanza e la musica era diventata un mezzo fondamentale per esprimere ideali e proteste.
 
Ecco la storia di "Imagine".
Le radici della canzone risalgono a quando Yoko Ono ancora non aveva conosciuto Lennon; era il 1964 e l’artista pubblicò “Grapefruit” un libro di "istruzioni e disegni" in cui una delle poesie intitolata "Cloud Piece" così recita: “Immagina le nuvole che gocciolano, scava una buca nel tuo giardino per metterle dentro”. Forse un po’ poco per dire che abbia influenzato Lennon, ma penso tutti sappiamo quale speciale rapporto vi era fra i due e quanto impatto avesse l’artista giapponese su di lui. Usando sempre il condizionale, molto di più avrebbe influenzato Lennon un libro di preghiere cristiane firmato dall’attivista Dick Gregory, che lo stesso aveva portato in dono ai due. Nel libro era chiaramente espresso il concetto di preghiera positiva e di un mondo senza una rivalità tra religioni per definire quale fosse la più grande o la più vera.
Gli amanti dei Beatles sanno anche che Lennon aveva abbozzato la melodia che sarà quella di “Imagine” durante la registrazione del loro ultimo album “Let it Be” pubblicato nel maggio del 1970; traccia di questa prova è ascoltabile nella versione “Naked” pubblicata nel 2003 che contiene un disco bonus intitolato “Fly on the Wall”, composto da diversi brevi frammenti di conversazioni in studio e prove di canzoni, per un totale di circa 21 minuti. Questi pochi secondi vennero genericamente indicati come "John's Piano Piece" e si possono ascoltare intorno al sesto minuto.
Con questi presupposti ora possiamo posizionarci in una tranquilla mattina di inizio 1971: ci troviamo nella umile dimora di campagna in stile Tudor a Tittenhurst Park ad Ascot, nel Berkshire, in Inghilterra e John inizia a suonare il pianoforte nella sua camera mentre Yoko lo osserva in silenzio.
Si racconta che in nemmeno un’ora, tre quarti d’ora forse, di ispirazione e “Imagine” era pronta: melodia, armonia e testo. Era come se la musica e le parole si fossero scritte da sole, in quell’intimità creativa che li univa.
La registrazione vera e propria ebbe luogo il 27 maggio 1971 agli Ascot Sound Studios, lo studio casalingo di Lennon appena costruito a Tittenhurst Park; Phil Spector, il produttore del brano, inizialmente tentò di registrare la parte di pianoforte suonata da Lennon proprio con il pianoforte a coda bianco nella stanza bianca della coppia. Tuttavia, dopo aver ritenuto l'acustica dell’ambiente inadatta, Spector abbandonò l'idea e si spostarono nello studio vero e proprio. Lennon spiegò ai musicisti la progressione degli accordi e una traccia di lavoro, provando la canzone fino a quando non ritenne che i musicisti fossero pronti per la registrazione. La sessione di registrazione fu così completata in pochi minuti, registrando tre take e scegliendo la seconda per la pubblicazione. La registrazione finale vide la partecipazione di Lennon al piano e alla voce, Klaus Voormann al basso, Alan White alla batteria. Spector pensò di aggiungere degli archi alla canzone ed il 4 luglio 1971 al Record Plant di New York City, registrò questa parte suonata dai Flux Fiddlers e le sovra-incise.
Per farsi un’idea della piccola casetta della coppia e scoprire dove è nata la nostra canzone c’è quello che un tempo si chiamava filmato promozionale (restaurato nel 2020 in alta definizione e chiamato “Ultimate Mix”) visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=VOgFZfRVaww
Appena pubblicata, nell’ottobre del 1971 la canzone scalò le classifiche in tutto il mondo. Negli Stati Uniti arrivò al #3 ma fu nella top 10 di moltissimi altri paesi, mentre nel Regno Unito non venne pubblicata come singolo ma inserita nell’album omonimo che andò al #1. Solo nel 1975 in UK venne pubblicato il 45 giri che vendette un milione di copie. In totale il 45 giri nel mondo vendette quasi sei milioni di copie.
Imagine fu accolta con entusiasmo sin dalla sua uscita nel 1971, anche se non mancarono delle voci dissonanti soprattutto su un punto del testo della canzone che così recita: “Imagine no possessions, I wonder if you can” ovvero “Immaginate che non ci siano proprietà, Mi domando se sia possibile”; se avete visto il video è facile immaginare che la coppia non vivesse in ristrettezze, anzi probabilmente nuotava nell’oro e molti ritennero John Lennon un ipocrita che incoraggiava “gli ascoltatori a immaginare di vivere la loro vita senza alcuna proprietà”. Anche Yoko Ono ha affrontato questo problema in un'intervista del 1998 con Uncut, dove ha chiarito le intenzioni di suo marito: "Desiderava sinceramente che ci fosse un momento in cui tutti noi potessimo sentirci felici senza diventare troppo ossessivi riguardo ai beni materiali".
Il cantante stesso disse che “Imagine” era “più vicina al Manifesto Comunista che a un inno pacifista”, anche se egli non si identificava con alcun movimento politico. Il suo intento era stimolare una riflessione profonda, non imporre una visione.
Come se non bastasse anche negli anni successivi, pur essendo diventata una delle più iconiche del XX secolo, la canzone incappò in diversi incidenti di percorso: “Imagine” è stata censurata o modificata a causa del suo messaggio radicale, in contesti religiosi o governativi particolarmente conservatori, dove il messaggio di un mondo senza religioni, nazioni o proprietà è stato percepito come una minaccia all’ordine costituito. Un esempio emblematico accadde in Turchia: durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012, la televisione di stato turca TRT trasmise la canzone ma omise volutamente la traduzione del verso “Imagine there’s no religion”, ritenuto troppo controverso per il pubblico locale.
Lennon stesso definì la canzone “anti-religiosa, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista”, ma “coperta di zucchero” per renderla più accettabile.
Eppure… nonostante (o forse proprio grazie a) queste controversie, “Imagine” è diventata una delle canzoni più suonate in momenti di lutto, protesta o speranza.
Dal punto di vista prettamente musicale, la melodia di Imagine è tanto semplice quanto geniale. John Lennon la compose al pianoforte, partendo da una progressione armonica molto lineare: il brano è in Do maggiore e si basa principalmente su due accordi, Do e Fa, che si alternano creando un’atmosfera dolce e contemplativa. L’introduzione è costruita su un arpeggio che dà subito un senso di calma e introspezione. La melodia vocale segue le note degli accordi, con piccoli ritardi e appoggiature che aggiungono un tocco emotivo senza mai complicare l’ascolto. Questa semplicità armonica è ciò che rende la canzone così accessibile e universale. È incredibile come una melodia così semplice riesca ancora oggi a toccare corde profonde.
Il videoclip originale di Imagine è altrettanto semplice quanto potente. Girato nel 1971 nella casa di John Lennon e Yoko Ono a Tittenhurst Park, mostra i due che camminano verso l'ingresso della loro villa, indossando John un cappello da cowboy e Yoko gioielli che evocano la cultura dei nativi americani. Entrati in casa, Lennon inizia a suonare il pianoforte a coda bianco in una stanza altrettanto bianca, mentre Yoko apre lentamente le tende lasciando entrare la luce. Un’immagine simbolica: la musica che illumina il mondo. Yoko alla fine si siede accanto a lui sulla panca del pianoforte, dove condividono un momento di intimità.
Quanto al contributo di Yoko Ono inizialmente Lennon si prese il merito di essere l'unico autore di questo brano, ma in seguito disse che anche sua moglie avrebbe dovuto essere accreditata. Il 6 dicembre 1980, due giorni prima di essere assassinato, Lennon in un'intervista radiofonica con Andy Peebles per la BBC spiegò: "Quella dovrebbe essere accreditata come una canzone di Lennon/Ono perché gran parte del testo e del concetto è venuto da Yoko. Ma quei giorni ero un po' più egoista, un po' più macho, e ho omesso di menzionare il suo contributo.” Nel 2017, Yoko è stata ufficialmente riconosciuta come coautrice del brano, un gesto che ha anche esteso i diritti d’autore fino a 70 anni dopo la sua morte.
E concludiamo con le parole del figlio di John Lennon, Julian che non si era mai cimentato con il brano fino all'aprile 2022. A convincerlo è stata la sua volontà di dare un segno di solidarietà verso l'Ucraina:
  
"Avevo sempre detto che l'unico momento
in cui avrei mai preso in considerazione l'idea
di cantare “Imagine” sarebbe stato per la Fine del Mondo.
Ma la guerra all'Ucraina
è una tragedia inimmaginabile.”
 
 
 
 
 
 

LA TRADUZIONE IN ITALIANO DEL TESTO DI IMAGINE.
 
Ecco alcune delle frasi più iconiche di Imagine e il loro significato profondo:
“Imagine there's no heaven” Lennon invita a immaginare un mondo senza religioni che dividono, dove non esistono paradisi o inferni a cui aspirare o temere. Non è un attacco alla spiritualità, ma un invito a vivere il presente e a trovare l’unità tra le persone, senza dogmi che separino.
“Imagine there's no countries” Qui si mette in discussione il concetto di nazionalismo. Lennon sogna un mondo senza confini politici, dove le persone non siano divise da bandiere o interessi geopolitici, ma unite come cittadini del mondo.
“Imagine no possessions” Una critica al materialismo: Lennon immagina una società dove il possesso non sia la base delle relazioni umane. Non si tratta di promuovere la povertà, ma di riflettere su quanto il desiderio di possedere possa generare disuguaglianze e conflitti.
“You may say I'm a dreamer / But I'm not the only one” Questa è forse la frase più amata. Lennon riconosce che il suo messaggio può sembrare utopico, ma afferma con speranza che non è il solo: ci sono altri che condividono questo sogno di pace e unità.
 

Immaginate che non ci sia nessun paradiso
È facile se ci provate.
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate tutte le persone
che vivono solo per il presente
 
Immaginate che non ci siano paesi
Non è difficile farlo.
Niente per cui uccidere o morire
E anche nessuna religione.
Immaginate tutte le persone
che vivono la vita in pace…Voi…
 
Voi potreste dire che sono un sognatore
Ma non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
e il mondo diventerà una cosa sola
 
Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se ci riuscite
Nessun bisogno di avidità o fame
Una fratellanza tra gli uomini
Immaginate tutte le persone
condividere tutto il mondo… Voi…
 
Voi potreste dire che sono un sognatore
Ma non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
e il mondo diventerà una cosa sola
COVER LP
COVER 45 GIRI UK 1975
CURIOSITA':
  • Per correttezza, la canzone è accreditata a: John Lennon & The Plastic Ono Band ovvero il nome che Lennon usò per le sue produzioni dopo aver lasciato i Beatles.
  • "Imagine" viene spesso suonata durante le cerimonie di apertura delle Olimpiadi. È stato eseguito ai Giochi di Atlanta del 1996, a Londra nel 2012, a Parigi nel 2024. Alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali del 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud, quattro cantanti di quel paese hanno eseguito "Imagine", ognuno dei quali ha recitato una strofa. La performance di Tokyo 2021 è stata particolarmente commovente. John Legend, Keith Urban, Alejandro Sanz, Angélique Kidjo e il Suginami Junior Chorus hanno eseguito una versione preregistrata della canzone, con Hans Zimmer che ha fornito l'arrangiamento. Mentre suonava, un'enorme Terra fatta di droni ruotava sopra lo stadio olimpico mentre gli atleti che rappresentavano ogni paese si riunivano sotto sul palco della cerimonia di apertura.
  • Ci sono due famosi pianoforti Steinway associati a questa canzone: uno verticale Model Z marrone, originariamente usato nello studio di Lennon e un pianoforte a coda bianco in una delle stanze della sua tenuta. Si dice che Lennon iniziò a scrivere la canzone sul verticale per poi lavorarci sul pianoforte a coda. Questo pianoforte bianco è quello più associato alla canzone perché è quello che lui suona nel video promozionale. Nel 2000, George Michael ha pagato oltre due milioni di dollari per il pianoforte verticale, e poi lo ha donato al museo dei Beatles di Liverpool. Lennon lo aveva spedito nel suo appartamento a New York City ma dopo essere stato acquistato ha cominciato una speciale tournée in tutto il mondo per promuovere la pace.
  • Questa canzone appare anche nel film Forrest Gump: il protagonista interpretato da Tom Hanks, partecipa ad un talk show con Lennon (ricreato al computer) e parla di un luogo dove "non ci sono possedimenti" e "nessuna religione". Gli spettatori così immaginano che Forrest Gump, oltre a tutte le altre sue peripezie, abbia anche dato a Lennon l'idea per la canzone.

I LUOGHI:
  • New York o Tittenhurst Park in Inghilterra? Quest’ultima è la località più legata alla nostra canzone visto che fu qui che venne creata. Non possiamo però non menzionare N.Y. dove i coniugi avevano un appartamento al Dakota nei pressi di Central Park. La tarda serata di quel otto dicembre, fecero ritorno su una limousine: dopo aver attraversato l'arco dell'edificio vennero avvicinati da Mark David Chapman che sparò a Lennon cinque colpi a distanza ravvicinata. Portato d'urgenza al pronto soccorso del Roosevelt Hospital, Lennon venne dichiarato morto all'arrivo alle 23:15.

LE DATE:
  • 11 ottobre 1971 è la data di pubblicazione come singolo negli USA; come già raccontato ci vollero quattro anni (24 ottobre 1975) perché venisse pubblicato come singolo nella sua terra natia. John Winston Ono Lennon era nato il 9 ottobre 1940 e venne assassinato il giorno 8 dicembre 1980. Yoko Ono era invece nata il 18 febbraio 1933.

LE COVER: (dal sito secondhandsongs.com)
  • Innanzitutto ricordo che ci sono oltre 700 versioni successive e si può dire che quasi tutti gli artisti più famosi si siano cimentati con questo classico; ricorderò solo alcuni dei momenti storici in cui venne eseguita:
  • I Queen la suonarono la sera dopo la morte di Lennon nel 1980.
  • Stevie Wonder la eseguì alla chiusura delle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, in memoria delle vittime dell’attentato.
  • Neil Young la cantò dopo l’11 settembre.
  • Madonna la dedicò alle vittime dello tsunami del 2004.
  • Nel 2015, il pianista Davide Martello la suonò davanti al Bataclan di Parigi dopo l’attentato terroristico.
  • Noa e Mira Awad, rispettivamente israeliana e palestinese, l’hanno cantata insieme a Sanremo 2025 in una versione multilingue (ebraico, arabo, italiano e inglese) come simbolo di pace tra i popoli.

ALTRE TRE CANZONI IN CINQUE RIGHE:
  • La discografia solista di Lennon, per ovvie ragioni, non è così sconfinata quale quella dell’amico/nemico Paul McCartney. Iniziamo dall’album Imagine del 1971 con l’arcinota "Jealous Guy" per poi passare all’ultimo album prodotto nel 1980 dall’ex-Beatles da cui traiamo "Woman" e "(Just Like) Starting Over".

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