078. BREAKOUT (Swing Out Sister)
Articolo pubblicato il 6 gennaio 2024
Più di qualcuno
lo considera il brano più bello e contagioso dell'era sophisti-pop.
Anche se
alla sua uscita riuscì ad essere "retrò" nel migliore dei modi,
a
riascoltarlo oggi suona ancora come se fosse appena stato prodotto.
Tutto è cominciato con una caduta da cavallo e due musicisti che, per sbarcare il lunario, saltavano da un gruppo all’altro nell’area di Manchester.
Si, perché la storia di “Breakout” ricalca quella del gruppo che si era formato più o meno nel 1985 con questi protagonisti: Andy Connell alle tastiere e Martin Jackson alla batteria, che pur suonando in band abbastanza conosciute (Andy negli A Certain Ratio e Martin nei Magazine) probabilmente non se la passavano tanto bene quando conobbero Corinne Drewery, (che racconta di averli incontrati mentre dormivano sul pavimento di uno palazzo disabitato a nord di Londra). Qualche tempo prima, la bella stilista, che aveva studiato moda insieme a Sade al Central Saint Martins College of Art and Design, aveva avuto due grossi problemi: il primo guaio era che la sua attività l’aveva portata quasi in bancarotta tanto da dover andare a lavorare come dipendente di un'altra azienda di alta moda. Poi la caduta da cavallo che le aveva provocato una frattura del cranio, una settimana di coma e un lungo periodo prima in ospedale e poi di inattività a casa. Così racconta quel periodo: “non avendo altro da fare che curarmi, ho iniziato a scarabocchiare un sacco di appunti. Avevo pensieri strani, oscuri e creativi. Non pensavo di scrivere i testi, ma alla fine sono stati la base del primo album degli Swing Out Sister […] Stavo cercando di uscire da quella situazione, di creare il mondo in cui volevo stare. Ero caduta nella trappola di fare un lavoro che non avevo intenzione di fare. […] Una volta che hai avuto un'esperienza di pre-morte, pensi a cosa vuoi dalla vita. Io ho sempre voluto fare la cantante.” E proprio in quel periodo infelice nacque l’idea della nostra canzone, che sicuramente ha un testo autobiografico, positivo ed anche un po’ provocatorio ma soprattutto raccomanda di seguire il proprio istinto. Con Corinne alla voce, i due musicisti ottennero l’occasione di un contrattino con una major: due canzoni e se fossero state buone il gioco era fatto altrimenti tutti a spasso.
Il primo singolo fu “Blue Mood” che purtroppo per la band passò sotto silenzio: trovare qualcosa che potesse veramente fare il botto era questione di sopravvivenza!
Era l’estate del 1986 e la Coppa del Mondo di calcio del Messico era appena iniziata: così lo ricorda Andy Connell: “la colonna sonora della copertura televisiva era terribile. Sapevo che mi avrebbe infastidito a morte per le prossime tre settimane, quindi ho pensato di mettere insieme un mio tema musicale e di suonarlo ogni volta che fosse andato in onda quel brano. Devo essere talmente entrato in osmosi con la febbre della Coppa del Mondo che continuo a pensare che “Breakout” avrebbe potuto essere una perfetta canzone della Coppa del Mondo.”
La base musicale venne fuori abbastanza bene e il nastro con la registrazione venne lasciata a Corinne per completarla con il testo e la voce. La cantante così ricorda: “All'epoca ero a Londra e la casa discografica chiamò e disse: "Faresti meglio a portare il demo entro lunedì mattina, altrimenti sarete licenziati!" Ma Andy era andato in tournée da qualche parte in Europa con A Certain Ratio, e Martin era a Manchester. Era il 1986 – prima di Internet e dei telefoni cellulari – quindi non sarei mai riuscita a lavorare con loro! Avevo un walkman e un registratore di cassette nella mia stanza, quindi ho iniziato a registrare su quello. La mia coinquilina diceva: "Stai zitta, devo alzarmi per andare al lavoro domattina e sto cercando di dormire un po'!" L'ho sussurrato a me stessa per tutta la notte. Così ho dovuto aspettare finché non è andata a lavorare, ricordarmi di cosa avevo in testa, e poi cantarlo e basta. L'ho cantata alle otto del mattino, ancora mezza addormentata. Poi il corriere in bicicletta ha portato la cassetta alla Phonogram, e fortunatamente gli è piaciuta! […] Penso di essere stata così presa dal panico che i testi sono arrivati senza troppe analisi, ma ricordavo che la gente diceva: ‘Scrivi quello che sai’, quindi stavo descrivendo la mia situazione e come mi sentivo in quel momento. Quando ho avuto l’incidente e quell’esperienza di pre-morte, mi sono resa conto che non volevo tornare a fare la stilista e ho deciso che dovevo fare quello che volevo.
Il primo passo era fatto e malgrado l'etichetta discografica odiasse la canzone poiché in quel momento sembrava che l'acid house fosse il futuro e non era “di moda” essere ottimisti, “Breakout” venne incisa. Così sempre la cantante: “Per la versione in studio, abbiamo reclutato Paul O'Duffy come produttore e l'arrangiatore Richard Niles. Quindi abbiamo avuto degli arrangiamenti sofisticati con fiati e archi. Ma ero intimidita e sentivo che non era la cosa giusta, perché non suonava più come la volevamo noi. Ho iniziato a piangere e non volevo cantarla.” Mentre Andy Connell così ricorda: “Abbiamo litigato un po' in studio con Paul durante la registrazione di “Breakout”, ma sono sempre stati dei litigi creativi. Suonavo accordi jazz e lui guardava la mia mano sulla tastiera e mi toglieva alcune dita. C'è ancora un accordo jazz nel ritornello che non gli permetterei di cambiare. […] I fiati all'inizio di Breakout sono ciò che tutti ricordano, ma per me sono i violoncelli dolenti nel ritornello che danno alla canzone il suo peso e una qualità agrodolce. Dopo il mastering, ho detto: "Se questo non è un successo, non ne avremo mai uno". Ma io ero l'unico a pensarla così. La casa discografica ci ha detto: "Non aspettatevi nulla". Ma Breakout è arrivato al numero 6 in America e la cosa più bella è stata quando le bande musicali alle partite della NFL lo hanno suonato, ma con 50 fiati in più di quelli che avevamo avuto noi in studio.” […] “Ci sono alcune parti della canzone che penso avrebbero potuto essere più forti, ma adoro il suono del disco. C’è eccitazione lì dentro. Non sapevamo cosa stavamo facendo, quindi c’è quell’esuberanza giovanile. Abbiamo sicuramente provato a recuperare quell’energia, ma è qualcosa che non puoi replicare e questa è la sua bellezza, in un certo senso. È un cliché ma è come un fulmine a ciel sereno: le stelle si allineano in un modo particolare e non si può ripetere. […] Una delle cose che la gente avrebbe notato di quel disco in quel momento erano le trombe. Non sono del tutto sicuro di come sia successo. Penso che stessimo ascoltando Slave To The Rhythm di Grace Jones, ma avevamo tutti idee diverse: Corinne voleva una sorta di ottoni tipo Motown e io volevo quasi qualcosa da grande marching band, e Martin né l’una né l’altra! È stata una cosa molto strana perché è deludente quando hai un’idea in testa e devi scendere a compromessi. Non è venuto fuori nulla di quello che nessuno di noi si aspettava, il che penso sia migliore. […] Breakout ha cambiato tutto. Ho un sacco di amici musicisti di talento per i quali una canzone del genere non è mai arrivata, e quel momento, che ha cambiato tutto, non è successo. Che una cosa del genere faccia una tale differenza nel modo in cui la tua vita è andata a finire, è davvero spaventoso.”
Ancora due paroline sul video promozionale dove la nostra Corinne rivive la sua vita precedente con un finale da sfilata di alta moda. Il video girato in bianco e nero virato sul viola https://www.youtube.com/watch?v=IIOJdMdS56k ha anche una versione parzialmente colorata visibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=7JS8vY9C6CM&ab_channel=Cl%C3%A1sicosDelSiglo20
E per concludere un simpatico aneddoto raccontato dalla nostra Corinne Drewery: La prima volta che ho sentito Breakout alla radio, ero dal mio dentista per togliere i denti del giudizio. Mi avevano fatto un'iniezione e avevo vari morsetti e bavaglio in bocca e stavo facendo 'argh argh', così il dentista mi ha tolto tutto dalla bocca e mi ha chiesto "qual è il problema, c'è qualcosa che non va" e io ho detto semplicemente "no, stanno suonando la mia canzone alla radio".
LA TRADUZIONE IN ITALIANO DEL TESTO DI “BREAKOUT”
E breakout...
Quando le spiegazioni non hanno senso
Quando ogni risposta è sbagliata
Stai combattendo senza più fiducia
Tutte le aspettative sono sparite
È giunto il momento di creare o distruggere
Vai avanti, non esitare
e… scappa
Non smettere di chiedere
E ora che hai trovato un modo per fare finalmente una pausa
Devi trovare un modo
Dì quello che vuoi dire
Evadi
Quando le situazioni non cambiano mai
Il domani sembra incerto
Non lasciare il tuo destino al caso
Cosa stai aspettando?
È giunto il momento di creare o distruggere
Fuggi via
Non smettere di chiedere
E ora che hai trovato un modo per fare finalmente una pausa
Devi trovare un modo
Dì quello che vuoi dire
Evadi
Non smettere di chiedere
Ora che hai trovato un modo per fare finalmente una pausa
Devi trovare un modo
Dì quello che vuoi dire
Fuggi via
Alcune persone non si fermano davanti a nulla
Se sei alla ricerca di qualcosa
Detta legge, grida di più
Scappa e grida, giorno dopo giorno
Scappa via
Non smettere di chiedere
E ora che hai trovato un modo per fare finalmente una pausa
Devi trovare un modo
Dì quello che vuoi dire
Non fermarti (detta legge, grida di più)
Chiedi (Scappa e grida, giorno dopo giorno)
E ora che hai trovato un modo per fare finalmente una pausa…
CURIOSITA':
- Non vi sbagliate se ricordate gli Swing Out Sister come un duo: la formazione a tre durò infatti solo per il primo album ma, quando era in lavorazione il secondo album, il batterista Martin Jackson uscì dal gruppo e si persero le sue tracce.
- Il trio ha scelto il nome “Swing Out Sister” da un musical di Billie Burke degli anni '40: il motivo? perché era l'unico nome su cui potevano essere tutti tre d'accordo… tutti erano d'accordo sul fatto che lo odiavano; sempre a proposito di nomi il titolo del loro primo album uscito nel 1987 “It's Better to Travel”, (è meglio viaggiare), viene dalla famosa citazione "È meglio viaggiare con speranza che arrivare", che a sua volta è una parafrasi di Robert Louis Stevenson: "Viaggiare con speranza è meglio che arrivare, e il vero successo è lavoro."
- Ci sono diverse parti memorabili nel brano e qualcuno ha sottolineato come “i primi venti secondi – in cui un basso synth allude a "West End Girls" mentre un altro synth suona un tema serio – evocano sei anni di pop britannico; poi la sezione ottoni della canzone li congeda al momento giusto, con esplosioni di ottimismo”.
- L’album è arrivato al #1 in patria ed un non disprezzabile #40 negli USA e ne sono stati estratti ben 5 singoli sui nove brani originari del vinile. Breakout ha raggiunto il #4 in UK ed il #6 nella US Billboard Hot 100, andando ancora meglio nella US Adult Contemporary con il #1.
- Il nostro gruppo gode di un’ottima notorietà ancora ai nostri giorni, dopo quasi quarant’anni dal loro primo album, in Giappone e nelle Filippine. Il nostro singolo fu pubblicato, oltre che nei soliti paesi, anche in Sud America, Messico, Australia e Nuova Zelanda.
I LUOGHI:
- Manchester. Anche se l’unico componente del trio nato in questa città è Martin Jackson, poi uscito dal gruppo, proprio Manchester (oggi nota per le squadre di calcio) è stata la culla del gruppo. Così ricorda la Drewery: “Venivamo da Manchester, che ai tempi era una città piuttosto ostile, povera e rude. Con le nostre canzoni cercavamo di evocare immagini di bellezza, qualcosa come quei paesaggi alpini in cui ti trovi a passare durante un viaggio verso l’Italia… Se non ti trovi a vivere in un posto accogliente, a volte devi lavorare di fantasia”.
LE DATE:
- 3 ottobre 1986 è la data di pubblicazione del singolo, mentre l’album arrivò molto dopo anche grazie al successo di “Breakout” ovvero l’11 maggio 1987. Le date di nascita dei componenti del gruppo sono Corinne Drewery (21 settembre 1959), Andrew John “Andy” Connell (26 luglio 1961) e Martin Jackson (30 agosto 1955).
LE COVER: (dal sito secondhandsongs.com)
- Circa una quindicina di cover: il pezzo si adatta molto a riedizioni in stile soft jazz! Quindi nessun artista famoso l’ha rifatta ma per l’ascolto di una versione rimarcabile ecco la versione “jazzata” di Eve St. Jones: https://www.youtube.com/watch?v=dvLfLzITOro&t=32s
ALTRE TRE CANZONI IN CINQUE RIGHE:
- Innanzitutto segnalo come tutto il primo album sia da ascoltare ed è difficile estrarre anche solo un pezzo! Direi che però almeno “Surrender” e “Twilight World” vadano messi nella top tre; poi dall’album successivo Kaleidoscope World del 1989 “You On My Mind” che riconfermò il marchio di fabbrica “Swing Out Sister”.
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recensioni
Crediti:
per alcune parti del testo:
- https://www.theguardian.com/culture/2022/jul/25/how-we-made-breakout-by-swing-out-sister-interview
- https://www.songwritingmagazine.co.uk/how-i-wrote/breakout-swing-out-sister
- https://www.ukmusicreviews.co.uk/interviews/interview-corinne-drewery/
per il testo in italiano:
per la foto della copertina: